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L'Universo dall'Inizio alla Fine...
La teoria generale della relativita di Einstein considerata a se', prediceva che lo spazio-
Come abbiamo spiegato sopra, doveva formarsi innanzitutto una prima generazione di stelle. Queste convertirono una parte dell'idrogeno e dell'elio originari in elementi come il carbonio e l'ossigeno, da cui siamo formati noi stessi. Queste stelle esplosero poi come supernove e i loro detriti andarono a formare altre stelle e pianeti, fra cui quelli del nostro sistema solare, che ha un'età di circa cinque
miliardi di anni.
Per quanto riguarda la formazione del sistema Solare...
La maggior parte del gas e dei detriti di alcune supernove (stelle) andò a formare il Sole o si disperse, mentre una piccola quantità degli elementi più pesanti si raccolse assieme a formare i pianeti, fra cui la Terra, che orbitano attualmente attorno al Sole. In principio la Terra era molto calda e priva di atmosfera. Nel corso del tempo si raffreddò e acquistò un'atmosfera in conseguenza della liberazione di gas contenuti in precedenza nelle rocce. Nei primi uno o due miliardi di anni della sua esistenza, la nostra Terra fu troppo calda perche vi si potesse sviluppare qualcosa di complicato. Nei circa tre miliardi di anni restanti ha avuto luogo il lento processo dell'evluuzione biologica, la quale ha condotto dagli organismi più semplici ad esseri capaci di misurare il tempo a ritroso da oggi al big bang. Secondo una teoria (principio antropico), esistono o molti universi differenti, o molte regioni differenti di un singolo universo, ciascuno dei quali avrebbe una sua propria configurazione iniziale (simile alla nostra) e, forse, un suo proprio insieme peculiare di leggi scientifiche. Nella maggior parte di questi universi però le condizioni non sarebbero idonee allo sviIuppo di organismi complicati; solo nei pochi universi simili al nostro si svilupperebbero degli esseri intelligenti, capaci di porre la domanda: «Perche l'universo è come lo vediamo?». La risposta è quindi semplice: «Se l'universo fosse stato differente, noi non saremmo qui!». Ma un fatto degno di nota e che i valori di alcuni numeri trovati nelle leggi scientifiche sembrano essere stati esattamente coordinati per rendere possibile lo sviluppo della vita. Per esempio, se la carica elettrica dell'elettrone fosse stata solo lievemente diversa, Ie stelle o sarebbero incapaci di bruciare idrogeno ed elio o non potrebbero esplodere. Ovviamente potrebbero esserci forme diverse di vita intelligente, non sognate neppure dagli scrittori di fantascienza, che non richiedano la luce di una stella come il Sole o gli elementi chimici più pesanti dell'idrogeno e dell'elio che si formano all'interno delle stelle e che vengono disseminati nello spazio interstellare dalle esplosioni di supernove. Pare comunque chiaro che gli ambiti di variazione per i numeri cui abbiamo accennato che siano compatibili con lo sviluppo di qualsiasi forma di vita intelligente devono essere molto modesti. La maggior parte degli insiemi di valori darebbero origine a universi che, pur potendo essere bellissimi, non conterrebbero alcun essere in grado di contemplarne la bellezza. Si ipotizza anche che l'universo sia una superficie chiusa senza confini. Questo ha profonde implicazioni anche per il ruolo di Dio nelle vicende dell'universo. Col successo delle teorie scientifiche nella descrizione degli eventi, la maggior parte delle persone sono giunte a convincersi che Dio permetta all'universo di evolversi secondo un insieme di leggi e che non intervenga nell'universo per sospendere tali leggi. Le leggi non ci dicono pero come debba essere stato l'universo nel primissimo periodo della sua vita: solo a Dio competeva caricare il meccanismo a orologeria e decidere come metterlo in movimento. Finche l'universo ha avuto un inizio, noi possiamo sempre supporre che abbia avuto un creatore. Ma se l'universo fosse davvero autosufficiente e tutto racchiuso in se stesso, senza un confine o un margine, non dovrebbe avere ne un principio ne una fine! Esso, semplicemente, sarebbe. Ma allora ci sarebbe ancora posto, in tal caso, per un creatore?
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Stephen Hawking nasce, come ama ricordare, 300 anni dopo la morte di Galileo Galilei; già durante l'infanzia manifesta l'interesse per l'universo, alimentato dalle discussioni con i compagni e gli amici. All'età di tredici anni viene colpito da una serie di febbri ghiandolari, che a parere dei medici rappresentano solo scompensi propri della crescita. Successivamente, durante il periodo universitario, inizia ad avvertire i primi sintomi della malattia che lo affliggerà negli anni a venire, ma ciò non influisce sul corso degli studi, che vede il conseguimento, a vent'anni, della laurea e la prosecuzione dello studio dei buchi neri, della relatività e dell'origine dell'universo. Poco dopo il suo arrivo a Cambridge nel 1963, le crescenti difficoltà ad usare le mani lo convincono a sottoporsi ad accertamenti (vengono eseguite una mielografia e una biopsia muscolare), e la diagnosi è una malattia degenerativa dei motoneuroni che ne compromette la funzione di governo della contrazione muscolare (in particolare si pensa allora alla sclerosi laterale amiotrofica). Egli tuttavia prosegue gli studi e successivamente sposa Jane Wilde, da cui avrà tre figli. Nel periodo che va dal 1965 al 1970 elabora alcune teorie che spiegano l'evoluzione dell'universo. Nel 1970 compie studi sui buchi neri che lo porteranno alla stesura del suo "capolavoro" e best seller Dal big bang ai buchi neri. Breve storia del tempo, pubblicato nel 1988. Nel 1976 viene nominato titolare della cattedra lucasiana di matematica a Cambridge. Negli anni che seguono resta completamente immobilizzato. Nel 1986 viene nominato membro della Pontificia Accademia delle Scienze. Nel 1985 viene colpito da una seria polmonite che richiede il confezionamento di una tracheostomia, in conseguenza della quale perde la funzione vocale. Un tecnico di Cambridge costruisce per lui un sintetizzatore vocale, che trasforma in suono ciò che Hawking scrive su un apposito computer. In questo modo riesce a comunicare, sebbene molto lentamente con una frequenza di non più di quindici parole al minuto.
http://it.wikipedia.org/wiki/Stephen_Hawking
Molto belle e dense di significato le riflessioni scientifiche di cui abbiamo messo akcuni estratti. Se certamenente non disponiamo degli strumenti scientifci di Sthephen Hawking, tuttavia possiamo accogliere dalla Rivelazione di Dio una motivazione convincente che racchiuda il Mistero dell'esserci della vita. Per il credente ciò che Esiste nasce dal volere dell'Amore che lo ha creato, come dice Genesi 1:
Genesi 1,1-