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IL VANGELO DELLA DOMENICA
commento di don Fabrizio

Mercoledì delle Ceneri 2012
Dal Vangelo secondo Matteo (6,1-
Mi sono seduto anche a tavole sontuose dove i bicchieri vanno secondo i vini e uomini di molto più eleganti s'aggirano a servire le pietanze. Ma conosco meglio la tavola dove si strofina il fondo della scodella con il pane e le dita arrugginite... Non c’è bisbiglio di commensali a commentare il pasto, ma rumore di gole indurite che inghiottiscono per rimettere forza di lavoro, e non portano eretti alla bocca la posata ma si calano sopra, addentando a mezz'aria per nascondere il magro del boccone...
ERRI DE LUCA
«La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me»
Le Ceneri, soffici e delicate, ma penetranti. Le Ceneri come veicolo per la Parola di Nostro Signore che è esigente nel suo delicato posarsi sul cuore. Le Ceneri, così leggera, ma così pesanti di significato. Oggi si effonde sulla testa di ciascuno un soffio vitale dall’apparenza di morte. E’ la cenere che converte dall’alto il nostro essere, e giunge fino a ciò che in noi è terra. Ma la cenere giusta, quella che cambia il cuore, la può regalare solo l’Amore di un Dio che ci stima a partire proprio dalle nostre incapacità. E sarà un abbraccio di quaranta giorni a cambiare, se possibile un destino scritto venti secoli fa: quell’onta, quella macchia sulla coscienza, di aver tutti lasciato Gesù al freddo della solitudine. Tutti lo abbiamo avvolto con i panni gelidi dell’indifferenza.
La Cenere leggera, questa polvere sottile oggi diventa la misura della nostra anima. Una metro che rivela la presenza e l’intensità dell’amore verso Dio. Circa due mesi rifarci un vestito dalle dimensioni giuste e conformi a quelle dell’amore. Due mesi per scoprire se la nostra ricompensa ultima e definitiva la cerchiamo nel Volto del Padre, in un rapporto segreto tra noi e Lui…Oppure se il nostro esistere si trova nelle cose che facciamo, e che cercano di essere viste e giudicate, forse troppo applaudite, da occhi tristemente umani.
In definitiva ci accade come ha detto questo sensibile poeta: saremo invitati quotidianamente alla mensa del Signore per occupare un posto di carità e solidarietà accanto agli amici di Dio. Amici che non sono potenti e ricchi. Amici accanto a noi che nella vita un posto sereno non lo trovano, una carezza non la percepiscono, un complimento sincero e affettuoso non sanno cosa sia. Quaranta giorni per arrivare anche noi nell’Orto degli Ulivi come amici di Dio per provare a regalare alla Mensa dolorosa del sacrificio di Gesù un po’ di partecipazione. Almeno un po’…
Chi saremo in questi giorni? Lo mostrerà il nostro comportamento e la nostra risposta all’invito di Gesù che vestirà con i lineamenti del volto del misero sconosciuto, o di colui che conosco bene e che non voglio incontrare, anzi evitare! Io, invitato a cena dal Signore, sarò l’osservato speciale che Dio scruterà. Dio vorrà capire se potrà invitami in eterno presso di Lui.
E allora potrò pensare, come a certe cene snob, solo al vino o alle posate? O sarà più importante rivolgermi al volto di chi, più sofferente e sfortunato, mangerà, o non mangerà, grazie a me? Sarò insomma un cristiano da Galateo, o un commensale dalle mani "sporcate" dalla carità?
Preghiamo di diventare, in questa Quaresima, parte di una umanità meno bella a vedersi, meno estetica, ma più vera. Insomma quaranta giorni per essere degni dell’amore di Dio e trasformare la cenere piovuta oggi, in fertilizzante di carità, capace di far fiorire la nostra anima.
Sia lodato Gesù Cristo
I Domenica di Quaresima – Anno B
Dal Vangelo secondo Marco (1,12-
Dice don Tonino Bello (1935-
«Lasciamo la doppia vita, le disonestà private, gli intrallazzi occulti. Abbandoniamo gli intrighi, le manipolazioni della verità, le ipocrisie di un perbenismo di facciata. Torniamo a essere uomini limpidi. Innamoriamoci delle trasparenze. Rinnoviamoci interiormente con decisioni radicali, profonde, che diano cadenze nuove alla nostra povera vita e non solo emozioni passeggere. Cambiamo rotta!».
Mi sembra di ascoltare in queste poche frasi la mentalità del Signore. La conversione è l’urgenza di Gesù che indica nel cambiamento di rotta interiore la pienezza che sfugge al nostro vissuto consumato in tanti rivoli di mediocrità. La quaresima iniziata solennemente oggi ci esorta, anzi ci spinge, con il tocco dello Spirito, verso un ravvedimento profondo, serio, soprattutto costante.
E’ Dio che ci traccia una via trasparente dove la parte esterna e quella interna di noi devono combaciare. Se c’è distanza tra ciò che siamo e ciò che mostriamo, Dio toglie ogni velo. Ci inoltriamo verso una fusione, generata dal calore dell’amore di Dio. Dobbiamo riaccendere alla temperatura giusta la nostra mente, il cuore e le azioni perchè si bruci l’egoismo. Tante energie positive sono dissipate, camminano per viottoli stanchi e grigi senza aver trovato ancora una direzione. Gesù che cammina nella Galilea del suo tempo, fa udire i suoi passi anche oggi. Sono orbe delicate ma forti, e il loro suono è quello di una decisione finale verso la salvezza.
Don Tonino Bello oggi mette l’amplificatore, forse anche l’equalizzatore ai passi che molti cuori potrebbero non sentire più. O forse per molti il rumore di Dio è un suono distorto in decibel di paura, sfiducia, apatia. Per udire i passi di Dio che solcano le nostre profondità c’è bisogno di silenzio, di un deserto dove l’anima sia lasciata libera di pensare e riflettere sulle cose più importanti. Creiamo le condizioni di questo deserto pieno di vita per riempirci di parola di Dio, dei pensieri di Dio. Fiere e Angeli nel nostro cuore sono sempre in lotta a contendersi spazi vitali. Vincerà chi sarà lasciato entrare liberamente più in profondità.
La Quaresima sarà davvero un tempo fertile per le scelte importanti da concretizzare nella quotidianità. Tempo per imparare l’amore come una pratica di gesti fedeli e umili, ma soprattutto costanti. Una costanza che educa ed eleva le emozioni nate in un momento fino a diventare scelte mature. Forse alla fine la Quaresima non ci avrà regalato un sapore diverso, un gusto più frizzante. Forse avremo dato solo un po’ più di solidità alle apparenze di facciata che hanno intorbidito tante buone intenzioni. Se andrà così, statene certi, sarà stata davvero una buona Quaresima.
Sia lodato Gesù Cristo