Dirottamenti Aerei - Parrocchia San Fedele da Sigmaringa

Vai ai contenuti

Menu principale:

Dirottamenti Aerei

In Primo Piano

Alcune indicazioni del Catechismo della Chiesa Cattolica in merito al tema della Violenza e della Guerra.


2308 Tutti i cittadini e tutti i governanti sono tenuti ad adoperarsi per evitare le guerre.
"Fintantoché esisterà il pericolo della guerra e non ci sarà un'autorità internazionale competente, munita di forze efficaci, una volta esaurite tutte le possibilità di un pacifico accomodamento, non si potrà negare ai governi il diritto di una legittima difesa" [Cf ibid., 81].

2309 Si devono considerare con rigore le strette condizioni che giustificano una legittima difesa con la forza militare. Tale decisione, per la sua gravità, è sottomessa a rigorose condizioni di legittimità morale. Occorre contemporaneamente:

-Che il danno causato dall'aggressore alla nazione o alla comunità delle nazioni sia durevole, grave e certo.

-Che tutti gli altri mezzi per porvi fine si siano rivelati impraticabili o inefficaci.

-Che ci siano fondate condizioni di successo.

-Che il ricorso alle armi non provochi mali e disordini più gravi del male da eliminare. Nella valutazione di questa condizione ha un grandissimo peso la potenza dei moderni mezzi di distruzione.

Questi sono gli elementi tradizionali elencati nella dottrina detta della "guerra giusta".

La valutazione di tali condizioni di legittimità morale spetta al giudizio prudente di coloro che hanno la responsabilità del bene comune.

2310 I pubblici poteri, in questo caso, hanno il diritto e il dovere di imporre ai cittadini gli obblighi necessari alla difesa nazionale.

Coloro che si dedicano al servizio della patria nella vita militare sono servitori della sicurezza e della libertà dei popoli. Se rettamente adempiono il loro dovere, concorrono veramente al bene comune della nazione e al mantenimento della pace [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 79].

2311 I pubblici poteri provvederanno equamente al caso di coloro che, per motivi di coscienza, ricusano l'uso delle armi; essi sono nondimeno tenuti a prestare qualche altra forma di servizio alla comunità umana [Cf ibid].

2312 La Chiesa e la ragione umana dichiarano la permanente validità della legge morale durante i conflitti armati. "Né per il fatto che una guerra è. .. disgraziatamente scoppiata, diventa per questo lecita ogni cosa tra le parti in conflitto" [Cf ibid].

2313 Si devono rispettare e trattare con umanità i non-combattenti, i soldati feriti e i prigionieri.

Le azioni manifestamente contrarie al diritto delle genti e ai suoi principi universali, non diversamente dalle disposizioni che le impongono, sono dei crimini. Non basta un'obbedienza cieca a scusare coloro che vi si sottomettono. Così lo sterminio di un popolo, di una nazione o di una minoranza etnica deve essere condannato come un peccato mortale. Si è moralmente in obbligo di far resistenza agli ordini che comandano un genocidio.

2314 "Ogni atto di guerra che indiscriminatamente mira alla distruzione di intere città o di vaste regioni e dei loro abitanti, è delitto contro Dio e contro la stessa umanità e con fermezza e senza esitazione deve essere condannato" [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 80]. Un rischio della guerra moderna è di offrire l'occasione di commettere tali crimini a chi detiene armi scientifiche, in particolare atomiche, biologiche o chimiche.

2315 L' accumulo delle armi sembra a molti un modo paradossale di dissuadere dalla guerra eventuali avversari. Costoro vedono in esso il più efficace dei mezzi atti ad assicurare la pace tra le nazioni. Riguardo a tale mezzo di dissuasione vanno fatte severe riserve morali. La corsa agli armamenti non assicura la pace. Lungi dall'eliminare le cause di guerra, rischia di aggravarle. L'impiego di ricchezze enormi nella preparazione di armi sempre nuove impedisce di soccorrere le popolazioni indigenti; [Cf Paolo VI, Lett. enc. Populorum progressio, 53] ostacola lo sviluppo dei popoli. L' armarsi ad oltranza moltiplica le cause dei conflitti ed aumenta il rischio del loro propagarsi.

2316 La produzione e il commercio delle armi toccano il bene comune delle nazioni e della comunità internazionale. Le autorità pubbliche hanno pertanto il diritto e il dovere di regolamentarli. La ricerca di interessi privati o collettivi a breve termine non può legittimare imprese che fomentano la violenza e i conflitti tra le nazioni e che compromettono l'ordine giuridico internazionale.

2317 Le ingiustizie, gli eccessivi squilibri di carattere economico o sociale, l'invidia, la diffidenza e l'orgoglio che dannosamente imperversano tra gli uomini e le nazioni, minacciano incessantemente la pace e causano le guerre. Tutto quanto si fa per eliminare questi disordini contribuisce a costruire la pace e ad evitare la guerra:

Gli uomini, in quanto peccatori, sono e saranno sempre sotto la minaccia della guerra fino alla venuta di Cristo; ma, in quanto riescono, uniti nell'amore, a vincere il peccato, essi vincono anche la violenza, fino alla realizzazione di quella parola divina: "Con le loro spade costruiranno aratri e falci con le loro lance; nessun popolo prenderà più le armi contro un altro popolo, né si eserciteranno più per la guerra" ( Is 2,4 ) [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 78].


Dirottamenti Aerei


In questa sezione voglio rammentare uno strumento molto triste utilizzato nel recente passato per rivendicare i propri diritti. Il dirottamento degli aerei o la loro eplosione in volo attraverso l'innesco di ordigni sono stati per un trentennio dal 1970 al 2001 uno strumento utilizzato da chi voleva con la violenza ottenere dei risultati a proprio vantaggio. Certamente non si può tacere nè ignorare la disperazione che ha portato delle persone a tali folli gesti, tuttavia lo strumento violento non può essere accettato in nessun modo a livello persone e soprattutto internazione  come modello di negoziazione. Sono convinto che è lecito tentare di risolvere la questione da chi vine ricattato utilizzando tutti gli strumenti possibile per evitare drammi. Tuttavia sono anche certo che il cedere a queste forme può portare solo ad altri dirottamenti, come avvenne a partire dal 1970 quando il governo inglese accettò di cedere al ricatto dei dirottaori facendo sì di ampliare l'uso di questa violenza negli anni successivi.

Il tutto fino ad arrivare all'undici settembre duemilaeuno che ha segnato un punto di svolta nella storia dei dirottamenti aerei, quando quattro voli commerciali dell' American Airlines sono stati utilizzati quali vere e proprie armi di distruzione di massa contro obiettivi (il World Trade Center ed il Pentagono) dall' alto valore simbolico. Il nuovo "super terrorismo" di Al Qaeda aveva, nell' arco di poche ore, aveva sconvolto tutte quelle che erano state le lezioni apprese fino ad allora sui dirottamenti aerei e sulla loro gestione. Infatti non ci si è trovati di fronte ad un atto di semplice pirateria mirante all' ottenimento di una ben precisa contropartita, ma ad un crimine volto esclusivamente a provocare un ingente numero di vittime civili.  Dopo quella data si è chiuso per molti versi l' epoca dei dirottamenti che potremmo definire "convenzionali", sempre meno fruequenti e spesso, pustroppo, risolti attraverso  audaci azioni militari, che hanno caratterizzato buona parte degli anni '80 ed originatisi ben trenta anni prima di quella fatidica data di settembre, con un' azione, visti i tempi, di pari eco mediatica.

Dawson's Field

Tutto ebbe inizio da da Dawson's Field, il 6 settembre 1970, occasione nella quale due aerei di linea vengono dirottati da un commando del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (F.P.L.P.) e fatti atterrare a Dawson's Field, un vecchio aeroporto militare nel deserto giordano. Il dirottamento di un terzo apparecchio (il volo Pan Am 93), decollato da Amsterdam, fallisce grazie alla reazione del personale di sicurezza a bordo, che uccide uno dei dirottatori e cattura il secondo, una donna. I terroristi chiedono la liberazione di alcuni prigionieri palestinesi detenuti in Svizzera e Germania dell' ovest. Il 9 settembre un terzo apparecchio è dirottato verso Dawson's Field, il quale è stato nel frattempo rinominato "aeroporto della Rivoluzione". In Europa si teneva intanto un vertice segreto tra il Primo Ministro britannico Edward Heath ed altri capi di stato europei, onde pervenire alla scarcerazione dei palestinesi detenuti e consentire il rilascio degli ostaggi. Sarà solamente venerdì 11 settembre che la vicenda avrà termine. Nonostante la liberazione dei compagni detenuti, dopo aver fatto scendere tutti i passeggeri dagli aerei, i terroristi fanno saltare in aria i tre apparecchi davanti alle telecamere dei media internazionali. Le immagini dei velivoli in fiamme, entrano nelle case di mezzo mondo, divenendo per molti anni il simbolo dell' inizio di una nuova epoca del terrore, proprio come le immagini delle torri gemelle ridotte in polvere hanno tenuto a battesimo l' era del "super terrorismo" (forse la scelta dello stesso giorno anche per gli attacchi negli USA non è stata casuale). In entrambi i casi, tanto Al Qaeda quanto il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, avevano raggiunto il proprio obiettivo: utilizzare i media internazionali quali strumento di propaganda e pressione psicologica.

Alltri episodi successivi al Settembre del 1970

Se escludiamo l'operazione "ISOTOPE" del 1972 (effettuata dal Sayeret Mat’kal israeliano allo scopo di liberare i passeggeri di un Boeing 707 delle linee aeree Sabena), la prima risposta risoluta da parte di uno Stato al crimine della pirateria aerea avviene il 27 giugno del 1976, quando un commando formato da elementi del F.P.L.P.e della Baader-Meinhof tedesca, dirottava un Air Bus A300 dell' Air France diretto da Tel Aviv a Parigi, con a bordo 245 passeggeri e 12 membri d' equipaggio. Con il placet dell' allora Presidente ugandese Idi Amin Dada (e dopo esser stato rifornito di carburante in Libia) l' apparecchio atterra presso l' aeroporto di Entebbe (Uganda). La richiesta avanzata dai terroristi è quella di liberare 53 compagni detenuti (40 dei quali si trovavano in Israele) ed appare immediatamente chiaro che gli ostaggi ebrei (a bordo ve ne erano 83) sarebbero stati utilizzati quale "merce di scambio". Quando vengono rilasciati tutti i passeggeri ad eccezione degli israeliani, il governo di Yitzhak Rabin lancia quella che sarebbe stata ricordata quale la più audace azione di controterrorismo della storia: l' operazione "FULMINE". Il 3 luglio, due Boeing 707 con contrassegni civili e quattro Hercules C-130, decollano dall' aeroporto di Lod alla volta di Entebbe carichi di commandos, apparecchiature elettroniche e mediche. Dopo aver sorvolato senza scalo Mar Rosso, Etiopia e Kenya seguendo rotte commerciali, gli Hercules atterrano sull' aeroporto di Entebbe e, in circa 90 minuti, 280 incursori eliminano i terroristi e recuperano gli ostaggi (detenuti nel vecchio air terminal). Onde evitare un inseguimento aereo, i militi distruggono undici caccia Mig dell' aviazione ugandese (con il supporto di due operatori dello Special Air Service britannico). Sulla via del ritorno, gli apparecchi fanno scalo in Kenya per il rifornimento. L' operazione fu ritenuta un successo. Solo due ostaggi erano morti assieme ad un membro dei reparti d' assalto (il Tenente Colonnello Yonni Netanyahu, fratello dell' ex premier israeliano Benjamin Netanyahu, in memoria del quale l' operazione sarà ribattezzata "JONATHAN"), mentre 7 terroristi e 20 militari ugandesi erano stati eliminati. Altri tre terroristi vennero catturati vivi.

Esplosione in Volo: Lockerbie 1988

L`attentato terroristico più grave della storia fino all'11 settembre 2001. Un bilancio di 270 morti. Tutti i passeggeri, prevalentemente di nazionalità statunitense, alcuni dei quali sopravvissuti alla violenta decompressione e ancora vivi al momento dell`impatto sul suolo, e 11 abitanti di Lockerbie. Il volo Pan Am 103, già dirottato due anni prima in Pakistan, era un collegamento aereo della Pan American World Airways, cessata nel 2001, tra l`aeroporto Haethrow di Lontra e l`aeroporto internazionale "John F. Kennedy" di New York. Un disastro annunciato nelle settimane precedenti all`ambasciata americana in Finlandia, alla quale qualcuno anticipò che una cittadina finlandese, a sua insaputa, avrebbe caricato a bordo dell'aereo un carico di esplosivo. Lo stato di allarme durò solo due giorni. L'aereo, quel 21 dicembre 1988, decollò con un leggero ritardo e poco dopo le 19 sparì dai tracciati. Novantunmila chilogrammi di carburante impattarono al suolo a Sherwood Crescent, Lockerbie, provocando una scossa sismica pari a 1,6 della scala Richter. Durante la drammatica e vorticosa discesa (nove chilometri in due minuti) la fusoliera si frammentò in tante piccole parti e gran parte delle ali si frantumarono a causa dell'impatto. Un'area di diversi chilometri rimase coperta dai detriti derivanti dalla disintegrazione del mezzo che ad una velocità di 800 km/h creò un cratere lungo 47 metri, vaporizzando le case istantaneamente e danneggiandone altre, successivamente demolite. Le indagini condotte da FBI e Polizia scozzese, individuarono come responsabili due uomini dei servizi segreti libici di cui uno, Abdelbaset ali Moahmed al-Megrahi, capo della sicurezza per Libyan Airways, fu condannato all'ergastolo dopo un processo durato meno di tre mesi e scarcerato lo scorso agosto per gravi problemi di salute, e l'altro Al Amin Khalifa Fhimah, responsabile della Libyan Airways presso l'aeroporto internazionale di Malta è stato assolto. Solo nell`aprile del 1999, dopo le attività di mediazione del presidente sudafricano Nelson Mandela tra Libia, Stati Uniti e Gran Bretagna, i due uomini dell'Intelligence libica furono consegnati alla polizia scozzese. Recentemente un accordo con il governo di Tripoli ha permesso di risarcire con oltre 1 miliardo e mezzo di dollari le famiglie delle vittime del disastro aereo.



Torna ai contenuti | Torna al menu